Un intero paese in Italia contro la Banca di San Marino proprietaria di una mega villa storica che va in malora

Più letti

Sta andando in malora una delle più belle ville del Veneto. Un intero paese, Canda in provincia di Rovigo, è in rivolta. La fascinosa villa, meta di turisti che arrivavano lì con un battello attraverso il Canalbianco navigabile che scorre a fianco, è stata lasciata in abbandono dalla proprietà, la Banca di San Marino.

L’istituto di credito di Faetano la acquistò nel 2011 quando l’allora proprietà, una società che si chiamava Sant’Egidio, era in odore di fallimento. Era il 2011. Da allora la banca sammarinese ha fatto ben poco per matenere i fasti e lo splendore di Villa Nani Mocenico. Ora è piena di erbacce, le statue spezzate e i ladri hanno fatto man bassa di ciò che di prezioso c’era all’interno e all’esterno.

Gli abitanti di Canda sono sul piede di guerra e in questi giorni hanno raccolto oltre mille firme affinché si possa “riaccendere” la villa. Promotrice dell’iniziativa la dottoressa Micol Andreasi, ex assessore del Comune, che sta lottando per salvare il monumento più bello di Canda.

La Banca di San Marino sembra non sentirci. Girava la voce che l’istituto del Titano fosse in trattativa attraverso un architetto mediatore, Leopoldo Osti, per la vendita, ma il sindaco Alessandro Berta, che segue la vicenda e ha molto a cuore il caso di Villa Nani Mocenico, ha smentito: “non ci sarebbe alcuna vendita”. Per il piccolo paese rodigino, quella struttura, era una grande attrattiva. Ci si organizzavano eventi di ogni tipo nel bellissimo parco ora invaso da spini, rovi ed erbacce.

Un tempo, fino a qualche anno fa,  tutte le iniziative culturali, teatrali, concertistiche e di intrattenimento vario che sono state organizzate, si sono svolte dapprima all’interno della villa e, in seguito alla sua inagibiità, perché lasciata in abbandono, nel parco. Ora è tutto chiuso.

L’APPELLO ALLA BANCA DI SAN MARINO

Un vero peccato e il paese chiede che la proprietà faccia qualcosa. “Se non la vuole vendere, almeno la rimetta in sesto”, dicono tutti nel piccolo paese di Canda, memo di mille abitanti, situato sulle sponde del fiume Tartaro (che da Canda assume il nome di Canalbianco). Una location di grande fascino e attrazione che ha premiato con grande successo di pubblico tutte le iniziative. Questo è stato possibile per anni perché esisteva una convenzione tra la banca di San Marino e la cooperativa “Il sole” che però ha disdettato la medesima in quanto troppo onerosa.

LA VILLA

Villa del ‘500, attribuita ad allievo del Palladio, Andrea Scamozzi, del quale conserva il prospetto nord, molto interessante, mentre il prospetto sud è una modifica anonima del ‘700 con colonnato e scalinata che una volta portava direttamente sul canale, via di accesso del tempo. Il parco presenta alcune statue di fattura veneta del ‘700 rappresentanti figure mitologiche. Un complesso armonico e baciato dal sole di una bellezza e una cura architettonica sublime immerso in un parco armonioso che un tempo valorizzava tutta la zona. L’insieme della villa è sobrio e compatto nello stile di realizzazione. È caratterizzato da aperture seriane e da una testa di Ercole sulla chiave d’arco. Cornici e modanature sono state aggiunte dopo la costruzione a sud del secondo corpo della villa per cercare di omogeneizzare il più possibile le due parti, che peraltro rimangono ben distinguibili perché espressione architettonica di epoche diverse.

- Advertisement -

Altri post

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

Post Recenti