Mascherine, la Procura di Roma ha indagato il banchiere sammarinese Daniele Guidi

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Arriva a San Marino l’inchiesta della Procura di Roma sull’acquisto in piena emergenza di 801 milioni di mascherine, pagate 1 miliardo e 251 milioni. Venerdì il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha perquisito – fra gli altri – l’appartamento alle porte di Milano “in uso” a Daniele Guidi, ex Ad di Banca Cis. Il banchiere sammarinese è l’uomo che, secondo la ricostruzione dei magistrati capitolini, insieme all’imprenditore Andrea Tommasi “ha curato l’aspetto organizzativo” e “i numerosi voli aerei necessari” per portare le mascherine in Italia. Guidi è indagato per traffico d’influenze con altre 7 persone. Tra queste Tommasi – di cui Guidi, per il pm, è “partner nell’affare”- e Mario Binotti, già caposegreteria dell’ex sottosegretario Sandro Gozi (estraneo all’indagine)- A quanto risulta dai documenti della Finanza, il monolocale in uso a Guidi è di proprietà di Tommasi, e si trova nello stesso stabile in cui abita l’imprenditore. Il caso Mascherine, è un intrigo internazionale tra Vaticano, San Marino ed Ecquador. Nel filone sui dispositivi entra pure ul banchiere sammarinese la cui banca diede un prestito “anomalo” al fratello di Romano Prodi. Nell’ufficio della “papessa” di Vatileaks trovati timbri e pergamente filogranate della Santa Sede.
Comunicato del Movimento Ideali Socialisti sul caso

Negli ultimi due giorni la Repubblica di San Marino è tornata alla ribalta delle cronache italiane per una vicenda poco edificante. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, stando a quanto riportato dal quotidiano nazionale “La Verità” e dal “Fatto Quotidiano”, avrebbe messo nel mirino il Dottor Daniele Guidi già noto per le vicende di Banca Cis, così come risulta dalla relazione della Commissione d’inchiesta e dalla ordinanza “Titoli”.

A fronte di quanto nuovamente emerso il Movimento Ideali Socialisti si attiverà, presso le sedi istituzionali opportune, tramite l’utilizzo di tutti gli strumenti messi a disposizione dal regolamento consiliare per fare chiarezza su questa nuova vicenda che getta ulteriore discredito sulla reputazione del Paese.

Già con l’ordinanza Morsiani si era delineato un tremendo piano criminale che ha visto compiere spregiudicate operazioni di “ingegneria finanziaria” a carico del Paese, con ammanchi enormi che, se non si avvieranno le azioni a tutela del Paese, saranno a totale carico della cittadinanza.

Successivamente la relazione sul CIS ha confermato l’esistenza di discutibili rapporti politici, istituzionali e con settori del nostro tribunale, che ad oggi ha avviato percorsi tesi all’accertamento della verità solo su una piccola parte delle malefatte che riguardano il settore bancari e finanziario. Oggi una nuova pagina con al centro sempre l’ex numero uno di Banca Cis. Il nostro Movimento ritiene che questo pericoloso stallo sulle vicende descritte debba essere superato sia dalla parte politica che giudiziaria.Facendo, infine, un appello a tutte le forze politiche presenti in aula condividendo e sostenendo tutte le azioni necessarie per difendere il nostro Paese e la sua stessa credibilità.Non ci interessano primogeniture ma una azione corale per essere coerenti con quel non più rinviabile accertamento di responsabilità che l’ordinanza Titoli e relazione CIS hanno scoperchiato.

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