San Marino non aspetta l’Italia e acquista il vaccino russo Sputnik

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San Marino non aspetta, l’Italia. La Serenissima Repubblica ha deciso infatti di acquistare dosi del vaccino russo.L’accordo tra il microstato e Mosca c’è già, un protocollo siglato “per l’acquisto del vaccino Sputnik V sviluppato dall’Istituto di epidemiologia Nikolai Gamaleya di Mosca”.

“L’autorizzazione – specifica il governo sanmarinese – consentirà alla Repubblica di ricevere già nei prossimi giorni le prime dosi del vaccino, alle quali seguirà una seconda consegna per la somministrazione della dose di richiamo entro un mese”. Il segretario di Stato agli Esteri, Luca Beccari, dice che “i piccoli Stati europei come San Marino devono poter assicurare una campagna vaccinale uniforme anche su tutto il loro territorio nell’interesse generale di sconfiggere al più presto questa malattia”.

San Marino non aspetta l’Italia

Ma come mai San Marino ha deciso di rivolgersi alla Russia? La Repubblica del Titano a gennaio aveva firmato un protocollo d’intesa con l’Italia, per assicurarsi la fornitura di vaccini contro il coronavirus. Il tutto seguendo le linee guidate previste dall’Oms, per una copertura cioè del 70% della popolazione. Qualcosa però è andato storto, ovvero si sono verificati i noti ritardi nella produzione e nella fornitura dei vaccini. Difatti San Marino non ha ricevuto le attese dosi, neppure una delle 50mila previste dall’accordo con l’Italia. Di conseguenza le vaccinazioni nel piccolo Stato non sono ancora partite.

Intanto proprio oggi l’Istituto Spallanzani di Roma promuove il vaccino Sputnik. La bella notizia arriva direttamente dal direttore sanitario, Francesco Vaia: tramite un documento di 9 pagine si chiede ai due organismi autorizzativi europeo ed italiano (EMA ed AIFA) di approvare a pieno titolo il farmaco e stringere un accordo con la Russia, al fine di approvvigionare adeguatamente il nostro paese con la suddetta cura vaccinale.

La commissione sanitaria dello Spallanzani ha affermato che sussiste un “ottimo profilo di sicurezza a breve termine, una risposta immunitaria comparabile a quella dei vaccini già autorizzati e dati di efficienza clinica ottimi, del tutto simili ai due farmaci più efficaci attualmente disponibili [Pfizer e Moderna, ndr].”

Da diverso tempo, infatti, l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, si è espresso a favore del farmaco russo, in particolare dopo che le principali aziende farmaceutiche hanno drammaticamente ridotto le forniture concordate con l’Europa e pertanto anche con l’Italia.

In nome dell’urgenza della vaccinazione, si è cercato di analizzare il più possibile altre soluzioni e pare che la cura Sputnik-V sia davvero efficace. Se all’inizio sembrava una propaganda politica, con valori di efficacia non molto chiari, col passare dei mesi le analisi risultano assai buone e diversi scienziati hanno chiesto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, di incentivare le scorte, risultando un’ottima alternativa ai vaccini già approvati dalla Comunità Scientifica italiana.

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