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Fusione tra banche, la secca smentita di Ente Cassa di Faetano e Banca di San Marino Spa

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A San Marino le voci o illazioni prendono sempre la discesa, così dall’alto del pianello arrivano a Dogana in battibaleno. L’ultima è quella della possibile fusione tra Banche dove è stata tirata in ballo la Banca di San Marino e la Fondazione. Lo si è letto anche in un comunicato di Repubblica Futura dove si evidenziava: “si susseguono voci sempre più insistenti su possibili fusioni fra le banche di proprietà dello Stato (Carisp e Bns) che coinvolgerebbero anche Banca di San Marino, e su interventi – più o meno incisivi – del Governo per far sì che, magari attraverso le banche di proprietà dello Stato, si possano trovare risorse per risarcire i soci di Asset Banca”. Oggi è arrivata una secca smentita da Ente Cassa di Faetano  –  Banca di San Marino Spa che hanno diffuso un comunicato. 

IL COMUNICATO

Le Governance di Ente Cassa di Faetano e Banca di San Marino Spa comunicano congiuntamente che, nell’ambito delle numerose attività svolte nell’esercizio dei rispettivi ruoli e funzioni, nessuna ipotesi circa fusioni o conferimenti con altri istituti bancari è stata in alcun modo assunta o esaminata.

Le informazioni apparse recentemente sulla stampa sono dunque prive di ogni fondamento.

Le due istituzioni assicurano, a tutela di soci e clienti, un serrato impegno nelle attività quotidiane e future e prendono le distanze da dinamiche che niente hanno a che vedere con i valori caratteristici del credito cooperativo propri dell’Ente che, insieme a Banca di San Marino, si appresta a celebrare il centenario della Cassa Rurale di Faetano.

Ente Cassa di Faetano  –  Banca di San Marino Spa

THE IMPACT OF COVID-19 ON WOMEN “Le donne stanno pagando il prezzo più alto”

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La pandemia rischia di provocare un effetto devastante sulla condizione femminile nel mondo, non solo nei Paesi in via di sviluppo. Milioni di posti di lavoro persi, aumento esponenziale di ore non retribuite da dedicare alla cura della famiglia, dei bambini e degli anziani. “Un mix esplosivo, che rischia di cancellare, come mai prima, diritti e opportunità per la popolazione femminile”, dice il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres. Le donne, giovani e meno giovani, stanno pagando il prezzo più alto della pandemia in termini economici, sociali e di riconoscimento dei diritti.
Tale affermazione,  non lascia spazio a equivoci. Circa il 60% delle donne in tutto il mondo lavora nell’economia sommersa, guadagna meno degli uomini, ha minori capacità di risparmio e maggiori probabilità di cadere in uno stato di povertà. Con il crollo dei mercati e la chiusura delle aziende, milioni di posti di lavoro sono scomparsi. Contemporaneamente alla perdita di un’occupazione retribuita, è aumentata in modo esponenziale la quantità di ore, non retribuite, dedicate alla cura della famiglia, in particolare dei bambini, a casa per la chiusura delle scuole, e degli anziani. Un mix esplosivo, che rischia di cancellare, come mai prima, diritti e opportunità per la popolazione femminile. L’Onu ha redatto un rapporto che illustra le linee di intervento per invertire questa tendenza e per garantire alle donne la possibilità di essere protagoniste e leader nella fase di ripresa.
“L’uguaglianza di genere e i diritti delle donne sono essenziali per superare insieme questa pandemia – sottolinea Guterres – I diritti conquistati, una volta persi, impiegano anni per affermarsi novamente. Le ragazze che oggi non vanno a scuola potrebbero non tornarci più. Esorto i governi a mettere le donne e le ragazze al centro dei loro sforzi per superare dalla pandemia. Le misure per proteggere e stimolare l’economia, come crediti e prestiti, devono essere rivolte soprattutto alle donne. Le reti di sicurezza sociale devono essere ampliate”.
C’è poi l’aspetto, non meno importante, dell’aumento dei casi di violenza durante il lockdown. Secondo il rapporto redatto dall’Onu, in questi mesi sono 243 milioni le donne che hanno subito violenze fisiche e/o sessuali. “Quasi una donna su cinque in tutto il mondo ha subito violenze nell’ultimo anno – puntualizza il Segretario Generale dell’Onu – Molte sono ancora costrette a casa con i loro maltrattatori e non possono accedere ai servizi di assistenza, che soffrono di tagli e restrizioni. Il Covid-19 non sta sfidando solamente i sistemi sanitari globali; sta testando la nostra umanità”.
Il documento dell’Onu – The Impact of Covid-19 on Women – mette subito in evidenza un dato: sono 740 milioni le donne che lavorano nell’economia sommersa, spesso in condizioni di sfruttamento. Nell’economia “ufficiale” il gap di genere è schiacciante: nella fascia di età compresa tra i 25 e i 54 anni, la forza lavoro è composta per il 94% da uomini e 63% da donne. Un altro triste primato: per ogni 100 uomini che vivono in condizioni di povertà estrema, ci sono 125 donne. In questa pandemia anche le operatrici sanitarie dei Paesi industrializzati stanno pagando un tributo altissimo: in Italia 10.657 tra dottoresse e infermiere hanno contratto il Covid-19 (66% degli operatori infettati), mentre in Spagna sono 7.329.
“La risposta, a livello nazionale o internazionale, sarà significativamente debole se non tiene conto dei modi in cui le disuguaglianze hanno reso tutti noi più vulnerabili all’impatto della crisi “, si legge nelle conclusioni finali del documento, “Se scegliamo di ripetere le politiche passate, non riusciremo a sfruttare questo momento per ricostruire società più uguali, inclusive e resilienti”.
L’Onu individua tre livelli di intervento:
1) Centralità delle donne e delle organizzazioni femminili nella lotta alla pandemia e nei progetti di rilancio; 2) trasformare le iniquità del lavoro non retribuito (salute, famiglia, ecc.) in una nuova economia di assistenza inclusiva che funzioni per tutti; 3) progettare piani di sviluppo socio-economici focalizzati sulla vita e sul futuro di donne e ragazze.
Nonostante tutti gli sforzi messi in campo e il loro ruolo di leadership, le donne continuano a subire gli effetti più a lungo termine della pandemia per quanto riguarda l’equilibrio tra vita professionale/personale e l’indipendenza economica. Su entrambi questi fronti sono costrette continuamente a compiere scelte difficili passando a un lavoro non retribuito o direttamente al licenziamento. Solo mettendo  le donne al centro delle economie mondiali, si potrà ottenere una ripresa più rapida e conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Elisabetta Righi Iwanejko

Parte la campagna vaccinale anti-Covid con lo Sputnik

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Primo giorno di vaccinazioni a San Marino
Alle 14 di oggi, giovedì 25 febbraio 2021, sono iniziate le prime somministrazioni di vaccino anti-COVID-19 “Sputnik V”, 25 persone in totale fra medici, infermieri, personale socio-sanitario, tecnici, provenienti dal reparto Covid, ma anche del Pronto Soccorso, farmacisti, reparti e servizi ospedalieri e del territorio. Tra i vaccinati anche il Direttore Generale e il Direttore Amministrativo dell’ISS.
Il primo vaccinato è Matteo Bedetti, 26 anni, infermiere del Pronto Soccorso.
“Con oggi prende ufficialmente avvio la campagna vaccinale anti-Covid della Repubblica di San Marino – dichiara il Comitato Esecutivo dell’ISS -. Siamo molto contenti di poter finalmente procedere con la vaccinazione del personale sanitario e poi del resto della popolazione. Il vaccino infatti, rappresenta l’arma migliore per combattere la pandemia di Covid-19. Si tratta comunque di una vaccinazione mentre la pandemia è ancora in corso, quindi si ribadisce l’importanza di mantenere il distanziamento sociale, l’utilizzo della mascherina, l’igiene della mani e tutte le norme di profilassi per continuare a contrastare la diffusione del virus Sars-CoV-2″.
La campagna vaccinale proseguirà lunedì prossimo, 1° marzo, sempre con il personale dell’Istitut; si prevede di terminare entro la metà della settimana, quindi subito glio over 75, secondo il programma del Piano Vaccinale ISS.

San Marino non aspetta l’Italia e acquista il vaccino russo Sputnik

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San Marino non aspetta, l’Italia. La Serenissima Repubblica ha deciso infatti di acquistare dosi del vaccino russo.L’accordo tra il microstato e Mosca c’è già, un protocollo siglato “per l’acquisto del vaccino Sputnik V sviluppato dall’Istituto di epidemiologia Nikolai Gamaleya di Mosca”.

“L’autorizzazione – specifica il governo sanmarinese – consentirà alla Repubblica di ricevere già nei prossimi giorni le prime dosi del vaccino, alle quali seguirà una seconda consegna per la somministrazione della dose di richiamo entro un mese”. Il segretario di Stato agli Esteri, Luca Beccari, dice che “i piccoli Stati europei come San Marino devono poter assicurare una campagna vaccinale uniforme anche su tutto il loro territorio nell’interesse generale di sconfiggere al più presto questa malattia”.

San Marino non aspetta l’Italia

Ma come mai San Marino ha deciso di rivolgersi alla Russia? La Repubblica del Titano a gennaio aveva firmato un protocollo d’intesa con l’Italia, per assicurarsi la fornitura di vaccini contro il coronavirus. Il tutto seguendo le linee guidate previste dall’Oms, per una copertura cioè del 70% della popolazione. Qualcosa però è andato storto, ovvero si sono verificati i noti ritardi nella produzione e nella fornitura dei vaccini. Difatti San Marino non ha ricevuto le attese dosi, neppure una delle 50mila previste dall’accordo con l’Italia. Di conseguenza le vaccinazioni nel piccolo Stato non sono ancora partite.

Intanto proprio oggi l’Istituto Spallanzani di Roma promuove il vaccino Sputnik. La bella notizia arriva direttamente dal direttore sanitario, Francesco Vaia: tramite un documento di 9 pagine si chiede ai due organismi autorizzativi europeo ed italiano (EMA ed AIFA) di approvare a pieno titolo il farmaco e stringere un accordo con la Russia, al fine di approvvigionare adeguatamente il nostro paese con la suddetta cura vaccinale.

La commissione sanitaria dello Spallanzani ha affermato che sussiste un “ottimo profilo di sicurezza a breve termine, una risposta immunitaria comparabile a quella dei vaccini già autorizzati e dati di efficienza clinica ottimi, del tutto simili ai due farmaci più efficaci attualmente disponibili [Pfizer e Moderna, ndr].”

Da diverso tempo, infatti, l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, si è espresso a favore del farmaco russo, in particolare dopo che le principali aziende farmaceutiche hanno drammaticamente ridotto le forniture concordate con l’Europa e pertanto anche con l’Italia.

In nome dell’urgenza della vaccinazione, si è cercato di analizzare il più possibile altre soluzioni e pare che la cura Sputnik-V sia davvero efficace. Se all’inizio sembrava una propaganda politica, con valori di efficacia non molto chiari, col passare dei mesi le analisi risultano assai buone e diversi scienziati hanno chiesto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, di incentivare le scorte, risultando un’ottima alternativa ai vaccini già approvati dalla Comunità Scientifica italiana.

Il Gruppo di Lavoro agricoltori e allevatori sammarinesi di OSLA incontra la Segreteria di Stato al Territorio

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Nella giornata di oggi, mercoledì 20 gennaio, si è svolto un primo incontro tra il Gruppo di Lavoro Agricoltori e Allevatori Sammarinesi di OSLA (acronimo OSLA-GLAAS) con la Segreteria di Stato per il Territorio. L’incontro è stato l’occasione per presentare il neocostituito OSLA-GLAAS, chiarire le motivazioni che hanno portato alla nascita di questo gruppo di lavoro e confrontarsi sui temi di maggiore interesse ed attualità riguardanti l’agricoltura e l’allevamento.

OSLA-GLAAS è un gruppo di lavoro costituito ai sensi dello statuto di OSLA che raggruppa gli associati OSLA operanti nel settore dell’agricoltura e allevamento. L’organizzazione in gruppo di lavoro consente un maggiore coinvolgimento e una più efficace cooperazione tra gli associati di un medesimo settore e facilita il rapporto con le Istituzioni. In un’ottica propositiva ed aperta al contributo di tutti, OSLA-GLAAS ha condiviso con la Segreteria di Stato competente la necessità di dare attuazione, anche in termini concreti e pratici, all’inserimento del nostro Paese tra gli Stati europei equiparati per la certificazione biologica, proponendo iniziative di carattere formativo e di crescita per gli operatori sammarinesi alle prese con questa nuova ed importante opportunità. Altro tema rilevante riguarda il coinvolgimento e la partecipazione degli operatori del settore nelle scelte che riguardano le politiche agricole, le strategie di sviluppo e le regolamentazioni. Coinvolgimento che le attuali normative rendono complesso e talvolta impossibile, come la partecipazione alla Commissione Risorse Ambientali ed Agricole che, ad avviso di OSLA-GLAAS dovrebbe occuparsi di scelte strategiche e di indirizzo, rimandandone poi l’attuazione agli uffici competenti.

L’incontro è stato anche occasione per un aggiornamento in merito alla definizione del nuovo piano di sviluppo dell’agricoltura, al quale anche OSLA-GLAAS vorrà portare il proprio contributo in maniera fattiva e propositiva.

Juvenes Ciclismo, riparte la scuola di ciclismo per giovanissimi

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La Società Sportiva Juvenes Ciclismo comunica che nei prossimi mesi (Marzo/Aprile) del corrente anno 2021 organizza la SCUOLA DI CICLISMO per RAGAZZI e RAGAZZE dai 6 ai 12 anni presso il PARCO LAIALA di Serravalle con la guida  del Tecnico professionista PETR UGRYUMOV, che in passato ha già svolto la sua collaborazione  con la Squadra Allievi Juvenes Ciclismo nel ruolo di Direttore Sportivo, un gradito ritorno, una risorsa  per  i suoi preziosi insegnamenti, rivolti ai  Giovanissimi   che desiderano imparare e  avvicinarsi al Ciclismo. Per Informazioni e Iscrizioni si possono già contattare telefonicamente i Dirigenti Juvenes Ciclismo: Giorgio Guidi 334 7370772, Sergio Zafferani 335 7346975. Ti piace pedalare..? Partecipa ai corsi e divertiti con noi!
Società Juvenes Ciclismo

Positivo al Covid, ma asintomatico, il Capitano Reggente Alessandro Cardelli

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Si trova in isolamento precauzionale il Capitano Reggente, Alessandro Cardelli, perché positivo, ma sintomatico, evidenziato dal tampone a cui si è sottoposto volontariamente dopo aver riscontrato un lieve innalzamento della temperatura corporea.

Per evitare ogni rischio di trasmettere il contagio, Cardelli ha trascorso le giornate di sabato e domenica scorsi in isolamento volontario nella sua abitazione e lunedì mattina si è sottoposto al test. Appurata la positività al virus, ha interrotto ogni contatto sociale e ogni impegno istituzionale per osservare la prevista quarantena.

Cardelli continua a seguire in smart working tutti gli aspetti istituzionali che richiedono la partecipazione dei Capi di Stato.

Banca di San Marino ed Ente Cassa di Faetano festeggiano il centenario della Fondazione della Cassa Rurale di Faetano

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Era lunedì 20 dicembre del 1920 quando nella canonica del parroco di Faetano Don Eugenio Fabbri, un gruppo di uomini si riuniva per firmare l’Atto Costituivo di una “società cooperativa in nome collettivo” denominata Cassa Rurale dei prestiti di Faetano.

Oggi Banca di San Marino ed Ente Cassa di Faetano celebrano i cento anni dalla nascita delle Cassa e rendono omaggio agli uomini che, investendo le proprie risorse ed il proprio impegno – e accollandosi rischi notevoli, visto che rispondevano della banca con il proprio patrimonio – hanno dato vita ad un’iniziativa che permettesse di migliorare le condizioni di vita della propria comunità, in un contesto dominato da povertà ed indigenza. Un esempio di solidarietà e sussidiarietà quanto mai attuale.

“Emoziona ancora oggi – afferma il Presidente ECF Giuseppe Guidi –  immaginare quegli uomini unire le forze nel comune intento di riscattare la propria gente dalle difficoltà, per offrire una risposta alle necessità legate al lavoro agricolo ed artigianale ed alla vita famigliare. Consideriamo che a San Marino non c’erano possibilità di accedere a qualsivoglia forma di credito per le fasce più umili della popolazione”.

I primi bilanci descrivono un realtà modesta ma ben organizzata, che fin da subito iniziò l’opera di beneficenza a favore dei più bisognosi, a conferma di come la vocazione della Cassa non si esaurisse solamente nella raccolta e prestito di denaro, ma piuttosto nella realizzazione di un modello in cui l’attività bancaria fosse a servizio della comunità e della persona.

Una visione, questa, mutuata da importanti esperienze che dall’800 si erano diffuse in Italia ed Europa: i primi esperimenti di cooperazione di credito avviati in Germania da Friedric W. Reiffeisein (considerato il padre delle Casse Rurali); gli insegnamenti dell’Enciclica Rerum Novarum, promulgata da Papa Leone 13° nel 1891, che esortava i cattolici a impegnarsi nella società creando strumenti di aiuto per i più bisognosi.

 

Sulla spinta di questi ideali ed in stretta collaborazione con la Federazione Casse Rurali dell’Emilia Romagna, la Cassa ha operato fino agli anni 60 nell’ambito locale, trasferendosi dalla canonica alla bottega dello storico segretario  Giuseppe Gennari  – per arrivare solo nel 1972 alla costruzione della prima vera sede, seguita a distanza di pochi anni dall’apertura della prima agenzia fuori Faetano, ovvero Città 1, in via Gino Giacomini. Da quel momento in poi vennero aperte agenzie in tutta la Repubblica, in un impegnativo percorso di sviluppo che culminerà nel 2000 con la trasformazione da cooperativa in società per azioni e la nascita della Banca di San Marino e dell’Ente Cassa di Faetano.

Con questo nuovo assetto, che afferma ancora una volta la duplice vocazione economica e sociale della nostra realtà – negli ultimi vent’anni le due istituzioni hanno lavorato duramente, consolidando la fiducia riservatagli dei sammarinesi e accreditandosi a pieno titolo come istituzioni votate al proprio territorio di appartenenza.

“Se è vero – afferma la Presidente di Banca di San Marino Francesca Mularoni – che i tanti sconvolgimenti che hanno interessato la nostra amata Repubblica, hanno costretto anche noi a ridimensionare attività e strutture, è pur vero che intendiamo onorare al meglio il mandato ereditato dai nostri fondatori. In questo ci sentiamo sostenuti da una storia fatta di tante persone che nella Cassa Rurale e nella Banca di San Marino hanno creduto ed investito. A tutti i  soci, i clienti e i sammarinesi vogliamo confermare che Banca di San Marino è più che mai e lavora senza sosta per costruire i prossimi cento anni di storia!”

Quando l’arte è elogio della sostenibilità

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Mercoledì pomeriggio presso la sede dell’Associazione Sammarinese Foto Amatori (ASFA), si è svolta la cerimonia di donazione di alcuni lavori del fotografo Giorgio Busignani. Beneficiario il San Marino Green Festival, rappresentato per l’occasione dal suo ideatore Gabriele Geminiani,

Le opere confluiranno negli Archivi Sostenibili, raccolta di opere d’arte in tema di sostenibilità sotto la cura di Annamaria Bernucci, storica e critica d’arte dei Musei Comunali di Rimini.

Gli scatti fotografici di Giorgio Busignani fanno parte di un raffinato reportage sul Delta del Po, e sono racconti di una bellezza rarefatta in cui l’elemento umano si inserisce perfettamente nel paesaggio naturale. Che siano case, barche o colture di molluschi, rappresentano un chiaro esempio di armonia e perfetta integrazione fra l’uomo, il suo lavoro e la natura circostante.

Un autorevole richiamo, quello del fotografo sammarinese, al lavoro visivo che il gigante della fotografia italiana Luigi Ghirri, negli anni ‘80 e ‘90 aveva realizzato sulla Pianura Padana e sul Delta del Po, interfacciandosi più volte con lo scrittore Gianni Celati, che aveva a sua volta tradotto le stesse visioni servendosi della parola (vedasi “Verso la foce”, Feltrinelli).

Alla breve cerimonia presente anche Conrad Mularoni presidente dell’associazione, che si è reso disponibile a vagliare possibili interazioni per il prossimo anno con il San Marino Green Festival, che potrebbero sfociare in un vero e proprio progetto condiviso.

 

Gli Archivi Sostenibili, che vogliono essere uno spazio espositivo-didattico permanente, ma anche una mostra itinerante, stanno da tempo cercando una propria sede. “Se non riusciremo a trovarne una sul territorio sammarinese, – e di tentativi ne abbiamo fatti davvero tanti – istituti e fondazioni bancarie compresi, saremo costretti a cercarla nei comuni limitrofi, con i quali il San Marino Green Festival, ha rapporti di collaborazione sempre più stretti”, conclude speranzoso Gabriele Geminiani.

 

 

Giorgio Busignani fotografo

Da sempre interessato alla fotografia, Busignani interpreta prevalentemente gli ambienti naturali e il territorio. Nel 2013 si iscrive all’ASFA di cui attualmente è il segretario e dal 2019 è coordinatore del Collettivo Fotografico “Obiettivi sul Lavoro”. Fra i progetti: “Dell’acqua e dell’aria” allo Spello Photo Fest del 2014 e “Visione marine” a Roma al Convergenze Expo 2018. Il progetto “ALI” è stato esposto nel 2019 a Rimini e a Roma, mentre il progetto “Matera”, città europea della cultura 2019, vince il concorso sociale ASFA e viene esposto alla manifestazione di arti visive “Coex 2020”. 

San Marino autorizza il cenone di Capodanno

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A San Marino il cenone di Capodanno sarà possibile fino all’1 di notte. Il Governo sammarinese varerà un decreto con il quale prolunga l’orario di apertura dei locali e dei ristoranti per il 31 dicembre.

Lo ha anticipato il segretario alla Sanità, Roberto Ciavatta: “Purtroppo non ci sono delle misure che scientificamente garantiscono una diminuzione dei contagi – ha detto Ciavatta – molto del dibattito attorno alle misure è usato appositamente per fare polemica, spesso e volentieri lo vediamo in Italia, di matrice politica”.
“Noi – prosegue – abbiamo cercato di dare una continuità alle misure, tanto che in queste seconda ondata decreti e modifiche sono stati pochissimi. Ritengo che tentare le riaperture per Natale non sia stata per l’Italia una mossa azzeccata noi siamo invece rimasti in linea con le nostre indicazioni. Oggi uscirà un decreto sull’ampliamento dell’orario di apertura per l’ultimo dell’anno, perché abbiamo ritenuto, insieme alla struttura sanitaria che piuttosto che chiudere a mezzanotte e lasciare che gli avventori facessero il brindisi fuori dal locale, meglio è che restino all’interno” con le dovute misure di sicurezza, mascherina e distanza.